«Non comporre un oggetto definitivo, ma predisporre le condizioni perché
l’opera possa continuare a trasformarsi.»
La tecnologia non è il soggetto dell’opera. È uno strumento
per rendere la forma instabile, aperta, partecipativa e condivisibile.
La ricerca attraversa musica elettronica, VisualMusiC, partiture digitali
interattive, net-art, performance e sistemi generativi. Il rapporto con
Pietro Grossi, John Cage e altre esperienze storiche appartiene alla genealogia
del lavoro; il centro resta una pratica autonoma fondata su processo,
partecipazione, caso e trasformazione.
Technology is not the subject of the work, but a means of keeping form open,
unstable, participatory and transformable.